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Tenuta i Fauri

Siamo in Abruzzo, nel cuore di Chieti, la provincia più a Sud, tra le colline che dalla Maiella scendono fino all’Adriatico.

Tenuta i Fauri e’ una famiglia dedita da anni alla viticoltura e ne è testimone il simpatico soprannome che la accompagna da generazioni, segno di una grande vocazione: Baldovino.

Una sfida e uno stile di vita: sono questi i presupposti che animano papà Domenico, vignaiolo schietto ed estroverso, e i figli, Luigi e Valentina che da lui raccolgono la passione di “fare il vino”.

Luigi, 34 anni, laureato in Enologia e Viticoltura presso l’Università di Perugia e poi presso l’Università di Padova, segue la parte produttiva con scrupolosità e passione.

Valentina, 38 anni, una laurea in chimica e tecnologia farmaceutiche presso l’Università di Chieti, approda in seconda battuta all’Università di Agraria di Teramo, conseguendo qualche anno dopo la laura in Enologia e Viticoltura, oggi segue la parte commerciale e di comunicazione dell’azienda.

Valentina è stata delegata regionale dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e attualmente è consigliere (unica donna) del CDA del Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo.

Viticoltori per scelta dunque e per tradizione, con un occhio sulle vasche di cemento in fermentazione e con un orecchio ai tuoni, abituati a patire per una grandinata e a gioire per un nuovo germoglio, a fare vini genuini che accompagnano i ristori quotidiani, vini da bere e da godere.

Orgogliosi di conservare viva la loro natura contadina, non è sempre stato facile vivere del proprio mestiere per la famiglia Di Camillo.

Stanchi dei troppi rischi legati alla vendita delle uve tramite i mediatori e della scarsa retribuzione, arriva la decisione, a fine anni Novanta, di mettere su una piccola cantina essenziale, dove portare a termine il lavoro di vignaioli e azzardare un sogno che oggi si chiama Tenuta i Fauri.

I trenta ettari di vigneti, coltivati nella cornice geografica tra l’Adriatico e la Maiella, sono dislocati in sei comuni (Chieti, Francavilla al mare, Miglianico, Ari, Bucchianico e Villamagna); sabbia, argilla, limo (in differenti concentrazioni e impasti), regalano vini sinceri ed eleganti che riconducono alle zone di produzione.

Le vigne (in parte a tendone, in parte a filare) seguite da Domenico sono condotte secondo i principi della lotta integrata, a metà strada tra l’agricoltura convenzionale e quella biologica, limitando al minimo gli interventi di difesa. Siamo a 250 metri sul livello del mare, altitudine che caratterizza le colline teatine.

La cantina di Ari è verace e faticata, fatta per lavorare e non per farsi fotografare: le vecchie vasche di cemento, ristrutturate e conservate con cura, i nuovi vinificatori in acciaio, i legni da sempre usati con molta parsimonia.

I vini sono briosi e freschi. Vini efficaci, ma non privi di ambizione. Azienda tra le prime a liberare il Montepulciano d’Abruzzo dalla retorica della barrique, credendo nella tipicità del vitigno: l’Ottobre Rosso, color vermiglio, con tutta la sua franchezza, sfida il tempo e i palati più sofisticati.

I bianchi autoctoni (il Trebbiano d’Abruzzo, il Pecorino e la Passerina) sono piacevoli e immediati, ma anche di una complessità orgogliosa e nuova che lascia presagire un futuro lungo e intrigante.

La linea classica, che porta il soprannome di famiglia Baldovino, è perfettamente gastronomica ed efficace, accompagna bene ogni pasto.

Un’azienda giovane e dinamica. Da poco più di un anno Tenuta i Fauri ha avviato un progetto di spumantizzazione in Abruzzo: con due autoclavi, oggi si produce integralmente in azienda lo Spumante metodo Martinotti da uve Pecorino e Chardonnay, per una produzione limitata a qualche migliaia di bottiglie l’anno.

Valentina e Luigi, diplomati in pianoforte al Conservatorio di Musica di Pescara,  hanno voluto dedicare quest’anno allo strumento che ha accompagnato la loro adolescenza un’etichetta di un Montepulciano d’Abruzzo 2013 (Rosso dei Fauri): un omaggio alla musica, l’altra grande passione di famiglia.

Una cantina artigiana, nel senso vero del termine, giunta alla ribalta dopo anni di paziente dedizione.